Nel 1908, il mondo dell’automobilismo fu sconvolto da una competizione epica: la corsa New York-Parigi. Sei vetture, rappresentanti quattro nazioni (Germania, Francia, Italia e Stati Uniti), partirono da Times Square il 12 febbraio 1908. Tra strade inesistenti e condizioni estreme, i concorrenti dovevano coprire 16.700 chilometri, attraversando Stati Uniti, Giappone, Siberia ed Europa, per un totale di 169 giorni di avventura.
La Thomas Flyer americana, pilotata da George Schuster, riuscì a tagliare per prima il traguardo il 30 luglio 1908, diventando la prima automobile a completare questa impresa. Ma la corsa non fu senza sorprese. I tedeschi, con la Protos, arrivarono a Parigi quattro giorni prima, ma vennero penalizzati per aver evitato parte del percorso via Giappone e per aver usato il treno a Seattle, regalando la vittoria agli americani.
Il percorso fu un'avventura straordinaria: gli equipaggi attraversarono terreni inospitali come le pianure siberiane in disgelo, dove le auto avanzavano a piedi più che a miglia, e il Mar del Giappone. Solo tre delle sei vetture riuscirono a completare il viaggio: la Thomas Flyer, la Protos e la Züst italiana, quest'ultima giungendo a destinazione mesi dopo.
L’interesse mediatico fu enorme, con aggiornamenti quotidiani sulla prima pagina del New York Times e del giornale francese Le Matin, cosponsor della gara. Come per il raid Pechino-Parigi dell'anno precedente, la corsa dimostrò che l’automobile poteva essere un mezzo affidabile per i lunghi viaggi, spingendo molti a vedere l'auto non più come un lusso, ma come una necessità di trasporto.
La vittoria della Thomas Flyer segnò anche il più ampio margine di vittoria mai registrato in una competizione motoristica: ben 26 giorni di distacco dalla seconda arrivata, la Protos tedesca. La Züst italiana, pur non vincendo, riuscì comunque a completare l'impresa, piazzandosi terza.
Questo straordinario viaggio non solo sancì l’affidabilità dell'automobile, ma creò anche una domanda di infrastrutture stradali migliori in tutto il mondo, cambiando per sempre il panorama del trasporto su ruota.